by zombie

"Camminare per me significa entrare nella natura. Ed è per questo che cammino lentamente, non corro quasi mai. La Natura per me non è un campo da ginnastica. Io vado per vedere, per sentire, con tutti i miei sensi. Così il mio spirito entra negli alberi, nel prato, nei fiori. Le montagne sono per me un sentimento."
(Reinhold Messner)

giovedì 23 agosto 2018

Giro del Monte Bruffione

Inusuale itinerario a cavaliere tra Lombardia e Trentino

LUOGO DI PARTENZA E ARRIVO:  Gaver, frazione di Breno, spbs 669 km 22, (km 89 da Brescia)
STAGIONE CONSIGLIATA: estate, inizio autunno
DISLIVELLO COMPLESSIVO IN SALITA: 1890 m
ACQUA SUL PERCORSO: si
ESCURSIONE EFFETTUATA IL: 11 agosto 2018
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 N.B.: LA SEGNALETICA DEL SENTIERO 251  DAL PASSO SEROSINE AL LAGO NERO E' SPORADICA E CARENTE. LA SEGNALETICA DEL MEDESIMO SENTIERO DAL LAGO NERO IN DIREZIONE DELLA BOCCA DI CASINEI E' SPORADICA E CARENTE.  LA SEGNALETICA DEL SENTIERO 250B  NEI PRESSI DEL LAGO NERO E' CARENTE E CONFUSA. LE CONDIZIONI DI  PERCORRIBILITA' DEL MEDESIMO SENTIERO DAL LAGO NERO ALLA BOCCA FRONTALE  RISULTANO PESSIME.  
  NOTE
Lungo percorso per escursionisti allenati con una buona capacità di orientamento. 
Il tratto dal Passo Serosine alla Bocca Frontale si snoda in ambiente isolato e selvaggio. In particolare, il tratto dal Lago Scuro alla Bocca Frontale si sviluppa su terreno difficile ed impervio privo di tracce di passaggio, da affrontare con cautela e passo moderato.
In alternativa al percorso Lago Scuro - Bocca Frontale - Lago di Casinei - Bocchetta di Remà si consiglia vivamente (in assenza di nebbia e maltempo!) il percorso Lago Scuro - Bocca dei Casinei -Passo del Lago - Bocchetta di Remà.
Risalendo la Valle del Caffaro da Bagolino in direzione del Passo Crocedomini, si oltrepassa la frazione Valle Dorizzo e si giunge alla località Gaver (km 12 da Bagolino, hotel ed impianti sciistici). In corrispondenza del cartello indicante il chilometro 22 della strada provinciale n. 669, troviamo sulla dx un ampio parcheggio davanti al casolare del "Bar - alimetari Bruffione" (m 1480).
Procedendo nella piana del Gaver. Sullo sfondo il Cornone di Blumone (m 2843)
Lasciato l'automezzo nell'ampio parcheggio, ci si incammina in direzione N lungo la strada provinciale. Dopo un centinaio di metri la si abbandona imboccando la strada sterrata che prosegue diritto il leggera discesa (indicazioni per "Locanda Gaver" nell'amena piana del Gaver. Si percorre la carrareccia ora pianeggiante per 1800 metri. Oltrepassata la locanda, dopo circa 300 metri troviamo la diramazione sulla sx (palina segnaletica) del sentiero 17 - Monsignor Antonioli diretto al Lago della Vacca. Procedendo diritto lungo la strada sterrata per altri 200 metri si giunge alla centrale elettrica del Gaver (m 1513, ore 0.30). Oltrepassato un ponticello si segue a sx (paline segnaletiche) il segnavia 26 diretto al Casinetto di Blumone.
Una veduta della piana del Gaver
Ci si incammina lungo una mulattiera acciottolata che sale subito ripida con tre tornanti, procedendo poi nel bosco con percorso a mezza costa nella selvaggia alta Valle del Caffaro.
Dopo circa 45 minuti di salita costante si tocca la semi diroccata Malga Gnagnu (m 1801). Il paesaggio è contraddistinto dalle alte e dirupate pareti del Cornone di Blumone a sx e dalle spumeggianti acque del Fiume Caffaro a dx.
Superato con un ripido tratto una conca detritica, la mulattiera oltrepassa alcuni canaloni detritici discendenti dalle pareti del Cornone di Blumone. A circa 2000 metri di quota si dirama a sx della mulattiera il "tracciolino ENEL", un  esposto sentiero (non segnato) che seguendo il percorso di un acquedotto,  taglia pianeggiante tutto il versante S del Cornone di Blumone.

Continuando lungo la mulattiera si perviene, dopo un ulteriore tratto in salita al Casinetto di Blumone m 2099 (palina segnaletica, ore 1.40 - 2.10), piccolo ma accogliente bivacco situato al crocevia di diversi sentieri.

Bovini in cerca di ospitalità al Casinetto di Blumone
Leccando il sale tra le pietre

Dal casinetto si procede verso N all'interno della bella piana in direzione del Passo Termine per circa un centinaio di metri, fino a giungere al bivio (palina segnaletica) con il sentiero che si dirama a dx in direzione del Passo Serosine (segnavia  itinerario 35 - Alta Via del Caffaro). Si segue quest'ultimo percorso: guadato il Fiume Caffaro, si procede verso dx lungo un mulattiera ridotta allo stato di sentiero che sale su una balconata panoramica dalla quale si ammira la testata della Valle del Caffaro e le vette circostanti.

Il Casinetto di Blumone visto dall'inizio del sentiero diretto al Passo di Serosine


Salendo al Passo di Serosine: veduta sulla testata della Valle del Caffaro con il Casinetto di Blumone. Sullo sfondo, da sx a dx, lo Scoglio di Laione (m 2602) ed il Monte Listino (m 2746)
Salendo al Passo di Serosine: vista verso S con la piana del Gaver. Sullo sfondo il Monte Misa (m 2184)
Salendo al Passo di Serosine: il Monte Serosine (m 2573)
Superato il bivio (palina segnaletica, m 2180, ore 0.15 - 2.25) con il sentiero 35B che si distacca a sx in direzione del Passo Gelo e del Monte Gelo, il percorso rimonta una serie di dossi erbosi sui quali affiorano striate e policromatiche formazioni rocciose che catturano l'occhio anche dell'escursionista più distratto. Successivamente il sentiero, ora divenuto mulattiera si snoda su un terreno sempre più brullo e pietroso man mano che sale di quota.
Salendo al Passo di Serosine: resti di appostamenti militari della Grande Guerra
Il Monte Serosine visto dal Passo Serosine
Al Passo Serosine m 2426 (ore 0.45 - 3.10), punto di confine tra Lombardia e Trentino Alto Adige, si trovano diversi ruderi di appostamenti militari della Grande Guerra. Da qui si diramano i sentieri 35B diretto al Monte Gelo, il 35-Alta Via del Caffaro verso il Monte Bruffione ed il 251 che scende sul versante  trentino.

Il Lago Scuro. In realtà è composto da due piccoli bacini (quota 2150 e 2163) incastonati alla base del Monte Bruffione
Dal Passo Serosine si segue l'itinerario 251 che scende sul versante opposto (piccolo segnavia "formato francobollo" su una roccia). Seguendo una debole traccia che si snoda sul declivio erboso, si scende in direzione del Lago Scuro. La debole traccia scompare completamente: i radi e sbiaditi segnavia (dalle dimensioni ridicole) non consentono di individuare un percorso preciso. In caso di nebbia, il rischio di perdersi risulta molto elevato.
Si perde quota lungo il pascolo piegando verso sx, con il sottostante Lago Scuro alla nostra dx. Procedendo su erba, rocce e acquitrini, si raggiunge la punta orientale del lago (m 2150, ore 0.50 - 4.00), dove questo, con la forma di un fiordo, si getta nell'emissario che scende nel solco della Val Redoten.
A pochi metri dalla riva, nel greto in secca dell' emissario, troviamo un alto palo di legno la cui sommità è dipinta con segno bianco - rosso. Questo è il punto di intersezione degli itinerari 251 e 250B. Non vi sono frecce direzionali o scritte su roccia che agevolino l'orientamento. A dx (segnavia frequenti e ben marcati) si dirama il percorso (senza alcuna traccia di passaggio) che si sviluppa lungo la riva sx del Lago Scuro. Diritto (segnavia radi, sbiaditi, dimensione "francobollo") si dirama la prosecuzione dell'itinerario 251 in direzione della Bocca dei Casinei (nessuna traccia di passaggio, facilissimo perdersi in caso di nebbia). Verso sx, in direzione della Val Redoten si snodano due itinerari: quello a sx del torrente (segnavia frequenti e marcati) rappresenta il  tracciato attuale dell'itinerario 250B che scende in Val Redoten in direzione della Bocca Frontale (nessuna traccia di passaggio). L'itinerario a dx del torrente (segnavia sbiaditi, nessuna traccia di passaggio) rappresenta il vecchio percorso in disuso dell'itinerario 250B che si ricollega a valle con il tracciato a sx del torrente.
Un'altro scorcio del Lago Scuro. Sullo sfondo il Passo di Serosine ed il Monte Serosine

Si imbocca l'itinerario 250B in direzione della Bocca Frontale. Dal palo segnaletico precedentemente descritto, si piega a sx (greto del torrente alla nostra dx) rimontando in salita (seguire con attenzione i frequenti e marcati segnavia) uno scosceso pendio erboso (direzione NE). Procedendo su terreno sconnesso privo di qualsiasi traccia di passaggio, si inizia a perdere quota inserendosi nel solco della Val Redoten.
 Camminando con cautela tra rocce scivolose, radici, acquitrini e senza mai perdere di vista i segnavia. si piega successivamente verso sx calandosi in un angusto, umido e disagevole canalone ricoperto da felci così alte e fitte da non consentire di vedere dove si poggiano i propri piedi. Procedere con estrema prudenza.
Superato il canalone, si percorre in moderata discesa una selvaggia conca (Buca dell'Orso) procedendo in una radura senza tracce di passsaggio.

In fondo alla conca l'itinerario piega a dx e guada il Torrente Redoten (m 1760, ore 1.30 - 5.30). Inizia ora un lungo e tormentato percorso a mezza costa che aggira  il  ripido versante settentrionale del Monte Sedole (m 2201).
In ambiente isolatissimo dove l'unico punto di riferimento sono i provvidenziali segnavia, si procede nel bosco su traccia quasi nulla ponderando bene ogni passo. In alcuni punti si procede a mezza costa tagliando il ripido pendio  poggiando i piedi su infime e scivolose toppe erbose. In altri punti la folta vegetazione arbustiva e le felci sembrano precludere qualsiasi possibilità di proseguimento.
Sulla sx è possibile osservare saltuariamente il solco della Val Redoten che confluisce nella Val Daone. Dopo una serie di saliscendi, il percorso si abbassa fino a quota 1670 metri (ore 0.50 - 6.20). Da qui, seguendo il versante che ora piega a dx in direzione SE, supera una serie di canalini detritici , per poi rimontare ripido (non perdere mai di vista i segnavia!) in direzione della Bocca Frontale.
Giungendo alla salvifica Bocca Frontale
Dopo una  faticosa salita, si raggiunge con sollievo la Bocca Frontale m 1807 (ore 0.25 - 6.45). Qui, oltre ad un baitello, troviamo l'intersezione (palina segnaletica) con il sentiero 250 risalente il Canale di Nova e diretto al Lago di Casinei.

Salendo al Casinei di Nova: veduta sul Canale di Nova e sulla sottostante Malga Nova
Si segue ora il discretamente marcato sentiero 250 in direzione del Lago di Casinei. Il percorso sale a mezza costa il pendio erboso inoltrandosi in una piccola conca dove perviene al Casinei di Nova m 1959 (ore 0.30 - 7.15). Qui (palina segnaletica) si distacca a sx il sentiero 258 diretto alla Bocca di Nova.
Il Casinei di Nova
Si prosegue diritto lungo il sentiero 250 che in costante salita, si inserisce in una valletta  solcata da un torrente.
Si giunge quindi al Lago di Casinei m 2059 (ore 0.30 - 7.45).
Il sentiero costeggia la sponda sx del bacino naturale per poi piegare un poco verso sx (direzione S) ed iniziare la salita sul versante erboso che conduce alla Bocchetta di Remà. La debole traccia (segnavia radi e sbiaditi) si inerpica ripida fino ad innestarsi, poco prima della bocchetta, sui resti di una mulattiera militare. Si procede verso dx raggiungendo in breve la Bocchetta di Remà m 2260 (ore 0.30 - 8.15).
Salendo alla Bocchetta di Remà: il Lago di Casinei alle nostre spalle
In prossimità della Bocchetta di Remà. Sullo sfondo la dorsale  Monte Bruffione - Bocca dei Casinei - Monte Sedole
Al valico (palina segnaletica) incrociamo ancora il sentiero 251 proveniente da Lago Scuro - Bocchetta dei Casinei - Passo del Lago. Questo itinerario è di gran lunga più breve ed agevole  rispetto al tormentato percorso Lago Scuro - Bocca Frontale - Lago di Casinei. Tuttavia (considerata la pessima segnaletica del sentiero 251) può essere percorso in sicurezza solo in assenza di nebbia.
N.B. : l'altitudine della Bocchetta di Remà riportata sulla palina segnaletica è errata.
Dalla Bocchetta di Remà si segue la mulattiera militare che procede in discesa in direzione della Sella di Bondolo e di Malga Bondolo. Il tracciato si abbassa gradualmente nel solco della Valle Aperta.

Scendendo verso Malga Bondolo: un "alligatore" di roccia affiora tra i ciuffi d'erba
Dopo una serie di tornanti, la mulattiera prosegue con un lungo tratto a mezza costa pianeggiante o in moderata discesa che taglia il fianco del Monte Remà (m 2375). In molti punti il tracciato si riduce ad uno stretto sentiero.
Dopo aver superato una serie di canali detritici, il percorso rasenta (alla nostra sx) una enorme cavità rocciosa dalla cui base si trova una sorgente. Procedendo oltre su sentiero pianeggiante, si giunge in vista della Malga Bondolo adagiata nel fondovalle a dx. Per accorciare il dispersivo percorso che raggiunge la Sella di Bondolo per scendere successivamente alla malga, si imbocca sulla dx una debole traccia di sentiero che si abbassa attraverso il pascolo. La traccia rasenta dopo circa 150 metri (alla nostra sx) un tornante della mulattiera militare che scende dalla Sella di Bondolo; proseguendo nella  breve discesa raggiunge  il fondovalle e la Malga Bondolo m 1837 (ore 1.00 - 9.15).
Alla malga il percorso si innesta sull'itinerario 257 che collega la Valle Aperta al Monte Bruffione.  Si prosegue ora lungo una pianeggiante stradina sterrata che scorre parallela al Torrente Giulis (alla nostra dx). Dopo poche centinaia di metri si raggiunge il Pascolo di Bondolo n 1830 (palina segnaletica, ore 0.05 - 9.20). Qui incrociamo l'itinerario 258 (mulattiera discendente da sx dalla Sella di Bondolo e diretta -ponticello a dx- verso il Passo Bruffione).

Attraversato il ponticello a dx, si procede lungo l'ampia mulattiera dal soffice fondo erboso (segnavia 258) che sale al Passo Bruffione.
La Valle Aperta con la Malga Bondolo visti dal Pascolo di Bondolo. Sullo sfondo, da sx a dx il Monte Bruffione (m 2664), la Bocca dei Casinei (m 2450), il Monte Remà (m 2375), la Sella di Bondolo (m 1944)
Con diversi tornanti e pendenza moderata e costante, il tracciato guadagna progressivamente quota. Per lunghi tratti la mulattiera si riduce ad uno stretto passaggio che si snoda tra una fitta e variopinta vegetazione floreale.

Salendo al Passo Bruffione: scorcio verso SE sulla Valle Aperta. A sx il Monte Tanarone (m 2172)
Salendo al Passo Bruffione: in prossimità del passo, a dx la Cima di Bondolo (m 2383)
Salendo al Passo Bruffione: in prossimità del passo, veduta verso NE. Da sx a dx, il Monte Remà (m 2375), la Sella di bondolo (m 1944), il Cingolo Rosso (m 2182)

Scendendo in Valle Bruffione: il Passo Bruffione e l'omonimo bivacco alle nostre spalle
Al Passo Bruffione m 2147 (ore 0.50 - 10.10), dove si rientra in territorio lombardo, troviamo un piccolo ed accogliente bivacco. Al valico vi è il bivio (palina segnaletica) con il sentiero (mulattiera militare) che si dirama a sx con percorso a mezza costa il direzione del Passo Brealone (tracciato comune segnavia 258 - 410 - Alta via del Caffaro). L'escursione prosegue seguendo la mulattiera militare che scende a dx nella Valle di Bruffione (tracciato comune segnavia 414 - Alta Via del Caffaro).
Dal Passo Bruffione: ombre serali sulla Valle di Bruffione
Dal Passo Bruffione: ombre serali sulla Valle di Bruffione
Dal Passo Bruffione: veduta verso SO. Gli ex impianti radar del Dosso dei Galli (m 2196) 
Scendendo in Val Bruffione: macchia floreale tra i pascoli
Scendendo in Val Bruffione: animali al pascolo presso la Malga Bruffione di Mezzo
In successione si toccano il Casinello di Bruffione, la Malga Bruffione di Sopra, la Malga Bruffione di Mezzo m 1831 (ore 0.45 - 10.55), poco oltre la quale si dirama a dx (palina segnaletica, carrareccia in salita, m 1775, ore 0.05 - 11.00) la prosecuzione dell' Alta Via del Caffaro. Continuando la discesa lungo il solco vallivo seguendo la  strada sterrata, si raggiunge la Malga Bruffione di Sotto m 1754 (ore 0.10 - 11.10).
Scendendo la Val bruffione, poco prima della Malga Bruffione di Sotto

Scendendo la Val Bruffione, poco prima della Malga Bruffione di Sotto
Davanti alla malga si distacca a dx in ripida salita (palina segnaletica) il sentiero 401 diretto al Monte Bruffione. Si prosegue diritto lungo la strada sterrata. Un centinaio di metri oltre la Malga Bruffione di Sotto, si perviene all'incrocio (palina segnaletica) con l'itinerario 413 diretto  verso i Laghetti di Bruffione, l'itinerario 425 - Sentiero Monsignor Antonioli diretto al Passo delle Cornelle, l'itinerario 413 dir diretto a Villa Roma.
Seguendo l'indicazione per Gaver, si prosegue a dx lungo la stradina sterrata (tracciato comune segnavia bianco  - rossi  itinerari 401 - 413 - 425, segnavia bianco - gialli  Sentiero Monsignor Antonioli). Il percorso lascia la Valle Bruffione e attraverso un intaglio roccioso, si porta sul versante orientale ndella Valle del Caffaro. La carrareccia inizia  a scendere con percorso a mezza costa aggirando i dirupi del Monte Mandre Vaimane (m 2155). In breve si raggiunge il bivio (m 1720, ore 0.10 - 11.20, nessuna palina segnaletica, segnavia su pietre) con il sentiero 413 che scende ripido a sx in direzione del fondovalle e di Villa Roma. In corrispondenza del bivio, sulla parete rocciosa a dx, vi è un effige votiva. Si procede diritto lungo la stradina sterrata che prosegue la discesa con tracciato a mezza costa. Il percorso entra nella fascia boschiva e poco prima di raggiungere le rive del Fiume Caffaro, oltrepassa la Malga Vaimane (in basso alla nostra sx). La carrareccia piega a sx, supera su un ponte di cemento il fiume e piegando a sx risale brevemente innestandosi sulla strada provinciale  che sale da Bagolino in direzione del Passo Crocedomini (spbs 669). All'incrocio (palina segnaletica e bacheca) si svolta a dx giungendo in pochi metri al parcheggio antistante il "Bar Alimentari Bruffione" dal quale ha avuto inizio questa lunghissima escursione (m 1480, ore 0.40 - 12.00).

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