by zombie

"Camminare per me significa entrare nella natura. Ed è per questo che cammino lentamente, non corro quasi mai. La Natura per me non è un campo da ginnastica. Io vado per vedere, per sentire, con tutti i miei sensi. Così il mio spirito entra negli alberi, nel prato, nei fiori. Le montagne sono per me un sentimento."
(Reinhold Messner)

giovedì 31 maggio 2018

Monte Pasubio e Strada delle 52 Gallerie

Un museo a cielo aperto a ricordo di uno dei fronti più sanguinosi della Grande Guerra

LUOGO DI PARTENZA: Passo Pian delle Fugazze - TN (km 136 da Brescia)
LUOGO DI ARRIVO: Passo Xomo - VI (km 144 da Brescia)
STAGIONE CONSIGLIATA: fine primavera, estate, inizio autunno
DISLIVELLO COMPLESSIVO IN SALITA: 1270 m
ACQUA SUL PERCORSO: no
ESCURSIONE EFFETTUATA IL: 11 maggio 2015
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  NOTE
Percorso adatto ad escursionisti allenati con un buon senso dell'orientamento. Per la percorrenza della Strada delle 52 Gallerie è necessario l'utilizzo della torcia elettrica individuale. Considerati i lunghi tratti esposti al sole e la mancanza di punti di approvvigionamento idrico, si sconsiglia la percorrenza nelle giornate più calde dei mesi estivi. Oltre ai tempi di marcia riportati dalla tabella, bisogna tener conto di almeno 1.30 - 2.00 ore in più per l'osservazione adeguata dei  molteplici punti di testimonianza storica.
Per pianificare l'escursione è necessario predisporre un automezzo per il ritorno da Passo Xomo al Passo Pian delle Fugazze. L'eventuale ritorno a piedi (8,5 chilometri) necessita circa due ore di cammino su strada asfaltata e 280 metri di dislivello in salita aggiuntivi.

Risalendo la Vallarsa: l'abitato di Sant'Anna (m 530, frazione di Vallarsa) con la Cima Bante (m 1875). A sx le Piccole Dolomiti Vicentine
L'escursione interessa il massiccio del Monte Pasubio, ai confini tra le province di Trento e Vicenza, che fu teatro nel corso della Prima Guerra Mondiale di aspre e sanguinose battaglie fra gli eserciti del Regno d'Italia e l'Impero Austro - Ungarico. Raggiunta la città di Rovereto si seguono le indicazioni stradali per Vicenza - Pian delle Fugazze. Si imbocca così la tortuosa e stretta strada statale 46 che in 26 chilometri di risalita della Vallarsa, raggiunge il valico del Pian delle Fugazze.
Le Piccole Dolomiti Vicentine culminanti con la Cima Carega (m 2259). In basso a dx il piccolo abitato di Obra (m 940, fraz. di Vallarsa)
Un paese....una carta igienica. Foxi (m 674), fraz. di Vallarsa
La chiesa di Parrocchia (m 813, fraz. di Vallarsa) sovrastata dalle Piccole Dolomiti Vicentine
Il Pian delle Fugazze (m 1163), valico che collega Rovereto e Vicenza. Lasciato l'automezzo in uno degli ampi parcheggi in terra battuta a margine della strada statale, ci si incammina lungo la strada militare a fondo naturale che si dirama alla nostra sx (per chi proviene da Rovereto).
Un cippo all'inizio ("Strada degli Eroi") indica la direzione per il Rifugio Achille Papa (a km 10, 400).

Dopo circa 400 metri di salita, in corrispondenza del primo tornante destrorso della strada, incrociamo il percorso del sentiero CAI 179 che seguiamo a dx  in ripida salita, accorciando in tal modo la lenta ascesa del tracciato militare. Dopo pochi minuti il sentiero si innesta sulla medesima strada che si segue ora per un buon tratto superando due tornanti. Giunti al terzo tornante (destrorso), si lascia ancora la carrareccia per seguire un ripido sentiero (segnavia 179) che si inerpica a dx. Il sentiero, interseca poco dopo la strada (m. 1361, ore 0,40), che si segue brevemente.
Prima di raggiungere un ponte la si abbandona per seguire a dx le indicazioni del nuovo e più comodo sentiero, fino ad immettersi ancora sulla strada presso un successivo tornante, in vista della sovrastante ex Malga Val di Fieno. Attraversata nuovamente la strada, si gira a dx e di nuovo su sentiero, si passa a dx del caseggiato della Malga (m 1481, ore 1.00), ora adibito ad uso forestale.
 Si sale ancora ad intersecare nuovamente la strada (m 1550, ore 1.10).  Qui si può scegliere se continuare l'ascesa ancora lungo il ripido sentiero (segnavia 179) che prosegue  diritto o deviare a dx seguendo la panoramica e lenta ascesa della strada (scelta compiuta nella presente escursione).
Il Monte Cornetto (m 1899) dalla "Strada degli Eroi"

Veduta in direzione O: le frazioni del comune di Vallarsa con il Lago di Speccheri. Sullo sfondo la Cima Bante (m 1875)
Veduta verso N: a sx la Cima Lora (m 2032), a sx il Monte Pasubio (m 2232). In prossimità della vetta si scorgono i ruderi dell' ex comando militare
La strada militare sale con un lungo traversone a mezza costa in direzione S. Con un tornante sinistrorso  ritorna a dirigersi verso N, oltrepassa il bivio (alla nostra sx) con il sentiero 179 lasciato in precedenza  e giunge in breve all' imbocco della Galleria Generale d' Havet m 1781 (ore 0.40 - 1.50) dove troviamo il bivio a sx per il sentiero 398 ("Sentiero delle Creste", per escursionisti esperti).

Si attraversa il tunnel che collega il versante orientale della Valle di Fieno con il versante occidentale della profonda e dirupata Valle Canale.
La strada militare (segnavia 399)  continua la sua ascesa in direzione del Rifugio Achille Papa con percorso quasi a strapiombo sulla Valle di Canale. Superati due tornanti, si giunge ad un bivio (m 1855, ore 0.20 - 2.10) dove si devia a sx (palina segnaletica) lungo il ripido sentiero militare 398A che con strette serpentine, tra la bassa vegetazione, raggiunge la linea di cresta dove si incrocia, risalente da sx il sentiero 398 "Delle Creste" (palina segnaletica, m 1905. ore 0.10 - 2.20). Al bivio si svolta a dx continuando a salire lungo il sentiero militare che si mantiene in prossimità della linea di cresta (attenzione ad alcuni tratti strapiombanti).
Lungo il sentiero 398A. Sullo sfondo la Strada degli Eroi che prosegue verso il Rifugio Achille Papa tagliando le strapiombanti pareti meridionali del Gruppo del Pasubio.

Si perviene alla Sella Incudine m 2085 (palina segnaletica con altitudine errata, ore 0.25 - 2.45) dove si prosegue ancora in salita lungo il sentiero 398 "Delle Creste" in direzione di Cima Palon.
Dalla Sella Incudine: panorama sulla Valle Canale
Dalla Sella Incudine: vista sul versante settentrionale della Valle di Canale con la "Strada degli Eroi" ed il "Sentiero delle Creste" fin qui percorso
Il sentiero militare diviene una larga mulattiera. Pochi minuti di cammino dopo il bivio di Sella Incudine si imbocca una deviazione a dx  che in pochi  metri di discesa conduce agli "Scaffali della Memoria" (m 2113), rabbrividente testimonianza dei tragici eventi dei quali il Monte Pasubio fu teatro.

Ossa (alcune umane) rinvenute nella zona dei combattimenti
Cimeli bellici
Cimeli bellici
Proseguendo l'ascesa la mulattiera giunge in breve al bivio con il sentiero 105 (palina segnaletica, m 2160, ore 0.15 - 3.00). risalente da dx dal Rifugio Achille Papa. All'intersezione si svolta  a sx in salita raggiungendo dopo un centinaio di metri un secondo bivio (palina segnaletica) con il sentiero 135. Qui si svolta a dx proseguendo l'ascesa per l'ormai vicina Cima Palon. Sulla sx, a pochi metri dal largo sentiero, si trovano i ruderi dell'ex comando militare.
Procedendo verso Cima Palon: veduta in direzione SE con il sottostante valico delle Porte del Pasubio. In primo piano la  Cima dell' Osservatorio (m 2027) con la cresta che dirigendosi verso sx culmina con il Cimon del Soglio Rosso (m 2040). A dx, a mezza costa, la Strada delle 52 Gallerie che verrà percorsa nella fase successiva dell'escursione
La Cima Palon, massima elevazione del massiccio del Pasubio
Si giunge in breve alla Cima Palon m 2232 (ore 0.20 - 3.20), dalla quale si gode un vastissimo panorama a 360° che spazia dalla Pianura Veneta al Gruppo Adamello - Presanella, alle Dolomiti.

Il Dente Italiano visto dalla Cima Palon
Dalla Cima Palon si scende in direzione N toccando in breve la depressione della Selletta Damaggio (m 2175) posta alla base del Dente Italiano (m 2220). Il rilievo costituiva la prima linea delle truppe italiane che i crearono al suo interno una vasta rete di gallerie e depositi sotterranei di armi e munizioni.
Alla Selletta Damaggio troviamo l'entrata del sistema sotterraneo italiano (percorribile in parte con l'utilizzo di una torcia).

Dalla vetta del Dente Italiano: veduta verso N con la sottostante Sella dei Due Denti (m 2168) ed il prospiciente Dente Austriaco (m 2203). Tutta l'area è denominata "Zona Sacra". In questo breve spazio che separa le due cime, contese dalle due nazioni nemiche, tra il maggio 1916 ed il novembre 1918,  trovarono la morte circa 10.000 soldati, tra italiani e austriaci.  In tutto il Gruppo del Pasubio, le sole perdite italiane tra morti, feriti e dispersi ammontarono a circa 37.000 unità
Dal Dente Italiano (m 2220, ore 0.10, 3.30), scendendo la linea di cresta tra resti di trincee e buche scavate dai bombardamenti e dalle mine si giunge in breve alla Selletta dei Due Denti (m 2166), dalla quale con poche decine di metri di risalita si raggiunge la sommità del Dente Austriaco m 2203 (ore 0.15 - 3.45).

Croce commemorativa tra le trincee del Dente Austriaco
Ritornati alla Selletta dei Due Denti si procede a sx (palina segnaletica) lungo il sentiero 142A che scende circondato da un brullo paesaggio di roccia. Si perviene dopo pochi minuti al bivio (m 2120, ore 0.10 - 3.55) con una larga strada militare (segnavia 142). All'intersezione si procede a sx in discesa fino alla Chiesa di Santa Maria m 2070 (ore 0.15 - 4.10), presso la quale si innesta sulla carrareccia il sentiero 120 proveniente da sx. Si procede in discesa lungo la strada militare giungendo all' "Arco Romano", monumento cimiteriale dedicato alla Brigata Liguria.



Il cimitero militare presso l' Arco Romano

Proseguendo la discesa si raggiunge la sella denominata "Le Porte del Pasubio" e subito dopo, 50 metri a dx, il Rifugio Achille Papa m 1928 (ore 0.30 - 4.40), collocato alla testata della Val Canale.
Inizia ora lo spettacolare percorso della "Strada delle 52 Gallerie" (attualmente 51). Si tratta di una arditissima mulattiera militare costruita nel 1917 con lo scopo di migliorare il rifornimento di viveri, armi e truppe alla linea del fronte, evitando i pericoli del fuoco e dei bombardamenti nemici.
I tunnel non sono illuminati e per percorrere i più lunghi in sicurezza è neccessario essere dotati di torcia elettrica. Le persone di statura più alta dovranno fare particolare attenzione a non picchiare la testa contro la volta dei tunnel.
L'ingresso della prima galleria parzialmente ostruito da una slavina
All'ingresso di ogni galleria vi è una targa che riporta il nome della galleria stessa, la lunghezza ed il numero (si parte dal 52)
La Galleria Sardegna procede subito in salita con un tornante interno.
Si entra subito dopo nella Galleria "Plotone Minatori Sardo" (m 66) ed in un terzo tunnel più corto.
La mulattiera sale tra tunnel e tratti strapiombanti sulla Val Canale fino alla quota di 2000 metri, nei pressi del Cimòn del Soglio Rosso (m 2040).
Veduta verso NO: il sottostante Rifugio Achille Papa. Sullo sfondo il Monte Pasubio con (da sx a dx) la Cima Palon, il Dente Italiano, il Dente Austriaco. A dx l'ingresso del tunnel "Cavalieri di Vittorio Veneto" (m 27)

L'uscita della galleria "Soldato Italiano" (m 19). In alternativa al tunnel si può percorrere lo strapiombante sentiero visibile a sx.
Un masso "fresco" di caduta lungo il sentiero alternativo alla galleria "Cesena" (m 14).

In tarda primavera è possibile trovare il percorso parzialmente ostruito dalle slavine che si scaricano negli stretti canaloni tra un tunnel e l'altro
Per superare lo scoglio del Cimòn del Soglio Rosso si sussegue una serie di lunghi tunnel tra i quali "Piceno" (m 65), "Plotone 25° Minatori" (m 83), "Polesine" (m 55). La mulattiera ora inizia a perdere moderatamente quota.
La Cima Forni Alti (m 2023), che verrà superata con una lunga serie di tunnel
La galleria "26a Compagnia Minatori" (m 24)
Giunti al Passo di Val Fontana d'Oro m 1875 (ore 0.50 - 5.30) bisogna compiere svoltando a sx, una breve deviazione obbligatoria per evitare una frana che ha interrotto il percorso della mulattiera. Si raggiunge il vicinissimo crinale dove si trova l'incrocio (palina segnaletica) con il sentiero 322 (che scende a dx verso il fondovalle),  il sentiero 369 (che si dirige a sx verso il Rifugio A, Papa, seguendo il versante opposto della montagna) e il sentiero 367. Quest'ultimo è una via ferrata che partendo dal Rifugio A. Papa, si snoda parallela (ed in certi punti letteralmente al di sopra) alla Strada delle 52 Gallerie, seguendo la linea di cresta che digrada verso Bocchetta Campiglia.
Veduta verso NO. Da sx a dx, il Cimòn del Soglio Rosso (m 2040), Il Passo di Val Fontana d'Oro, l'uscita della galleria "Trento" (m 10)
Oltrepassato il passo, l'itinerario riprende il percorso della mulattiera militare in direzione Bocchetta Campiglia - Passo Xomo. Il percorso, sempre con tracciato a mezzacosta in cui si alternano gallerie a tratti strapiombanti, guadagna leggermente quota aggirando la Cima dei Forni Alti. Dopo una serie di brevi tunnel si imbocca la lunga galleria "Generale Giustetti" (m 132), seguita in breve dalla "33° Minatori" (m 57), "Palazzolo" (m 48), "Generale Papa" (m 72).
L'uscita della galleria "Generale Giustetti"
 
 La mulattiera ora procede in costante discesa con un lungo traversone a mezza costa spesso strapiombante  (lunga serie di brevi tunnel, ampio panorama sulla Valle del Leogra, il Pian delle Fugazze, le colline e la fascia pedemontana vicentina). Dopo la lunga  "Generale Cadorna" (m 86), che per superare il forte dislivello compie un tracciato a spirale,  si giunge a quello che è ritenuto il capolavoro ingegneristico della "Strada delle 52 Gallerie", la galleria "Re" (m 319).


L'ingresso della galleria "Re". E' la più lunga e presenta un incredibile tracciato elicoidale a 4 tornanti (si avvita su sé stessa come un cavatappi!)  all'interno di un torrione roccioso
L'interno della galleria "Re"




Subito dopo, segue una serie di arditi tunnel: "Parma" (m 46), "Bergamo" (m 52), "Reggio Calabria" (m 74), "Tortona" (m 45), "Capitano Melchiori" (m 61), "Capitano Motti" (m 95), "Generale Zoppi" (m 78). Il percorso, districandosi tra un labirinto di torrioni rocciosi, scende ora con vari tornanti (alcuni dei quali in galleria).
L'uscita del tunnel "Capitano Melchiori"
Dopo una serie di corte gallerie si percorre il tunnel "Generale d'Havet" (m 65, da non confondere con la galleria percorsa nella prima parte dell'escursione) all'uscita del quale, direttamente sopra le teste degli escursionisti, troneggia questo albero "elicoidale".
Poco dopo si guadagna l'uscita dell' ultimo tunnel ("Capitano Zappa", m 17), con facciata dedicata alla "33a Compagnia Minatori" che realizzò l'opera.
Si perviene in breve a Bocchetta Campiglia m 1216 (ore 1.40 - 7.10, ampio parcheggio a pagamento) punto di convergenza (paline segnaletiche) di diversi itinerari. Da qui si imbocca una strada asfaltata che procedendo in discesa raggiunge Passo Xomo m 1056 (ore 0.20 - 7.30, bar - trattoria, rifugio), dove l'escursione trova il suo termine. Per il ritorno al Passo Pian delle Fugazze, è necessario avere predisposto qui in precedenza un proprio autoveicolo (salvo effettuare il percorso a piedi o tentare l'autostop).
Per il "quieto convivere" a Passo Xomo

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